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La tecnologia di tracciamento COVID-19 di Apple e Google al vaglio dell’UE

La tecnologia di tracciamento COVID-19 di Apple e Google al vaglio dell’UE

L’Unione Europea chiede il pieno rispetto dei valori e delle norme europee in materia di privacy a Google e Apple per la tecnologia di tracciamento COVID-19. I due colossi tecnologi infatti stanno collaborando per lo sviluppo di una tecnologia basata su Bluetooth per tracciare i contatti nel tentativo di fornire uno strumento per i governi, utile a ridurre la diffusione del virus.

Il Commissario europeo al Mercato Interno, Thierry Breton, ha fatto sapere che esaminerà attentamente le modalità di implementazione del servizio. Prima dell’introduzione effettiva della tecnologia, l’Unione Europea valuterà i potenziali rischi legati alla privacy degli utenti. Breton ha già avuto un colloquio sulla questione con il CEO di Google, Sundar Pichai. Un incontro etichettato dal Commissario UE come “uno scambio positivo e costruttivo”.

Nei prossimi giorni, è fissato un appuntamento con Tim Cook, CEO di Apple. Breton ha sottolineato che lo sviluppo delle app di tracciamento e la loro interoperabilità devono essere pienamente conformi agli standard europei. Ad ogni modo, già in fase di annuncio della collaborazione, le due società americane hanno specificato che la sicurezza e la privacy degli utenti saranno sempre al centro della progettazione.

Proprio come previsto dalle linee guida dell’UE, il sistema di tracciamento non sarà basato sulla geolocalizzazione ma sulla connessione dei dispositivi tramite Bluetooth (come abbiamo spiegato in un articolo dedicato raggiungibile tramite questo link). Apple e Google hanno subito dichiarato che i dati saranno utilizzati esclusivamente da organizzazioni di sanità pubblica.

Insomma, a quanto pare, la tecnologia che verrà sviluppata non sembra essere diversa dalle applicazioni che i singoli Stati Membri stanno sviluppando nel rispetto dei requisiti europei. Proprio nelle scorse ore, l’Italia ha scelto la propria app, Immuni, che sarà utilizzata nella Fase 2 della pandemia.

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